Arsenico Boro Fluoro

L’arsenico è un elemento chimico semimetallico che si ritrova nelle acque di pozzo e in quelle superficiali di alcune zone geografiche. In Italia è presente principalmente nei pozzi di alcuni comuni dell’Emilia e della Lombardia, del Veneto, dell’Alto Adige, della Campania, della Toscana e nel Lazio settentrionale. Le concentrazioni più elevate di questo elemento si riscontrano nelle acque sotterranee.

La presenza di arsenico nell’acqua è legata prevalentemente a processi naturali di rilascio dei minerali presenti nel suolo (rocce vulcaniche e minerali ferrosi) o ad attività di tipo geotermico presenti o passate. I fenomeni di inquinamento dovuti all’attività umana sono normalmente molto limitati.

Con il recepimento della Direttiva Europea 98/83/CE, che è entrata in vigore il 25 dicembre del 2003 mediante il Decreto Legislativo 31/01, la concentrazione prevista nell’acqua destinata al consumo umano è stata ridotta da 50 a 10 microgrammi per litro, µg/l (ovvero a dieci milligrammi per metro cubo d’acqua). Tale abbassamento è un ulteriore riconoscimento dell’elevata pericolosità dell’arsenico i cui effetti sulla salute umana sono ben documentati.

Livelli di arsenico superiori ai limiti consentiti possono causare iperpigmentazione, cancro alla pelle, al fegato e ad altri organi interni, disturbi circolatori e altre malattie.

Risulta, quindi, necessario effettuare trattamenti per la rimozione dell’arsenico presente nell’acqua di pozzo, sia nel caso di preparazione di acqua potabile da parte degli acquedotti comunali delle zone interessate, così come di fonti private di approvvigionamento d’acqua (non proveniente dall’acquedotto).

Il 28 ottobre 2010 la Commissione europea ha respinto la richiesta di deroga ai limiti di legge inoltrata dall’Italia per la concentrazione di arsenico presente nell’acqua destinata ad uso potabile. In particolare per quanto riguarda l’arsenico, scrive la Commissione Ue, “occorre autorizzare unicamente deroghe per valori di arsenico fino a 20 microgrammi al litro”. Al contrario, finora si poteva derogare fino 50 microgrammi al litro. Una decisione che riguarda 128 Comuni.

L’Italia è il paese europeo dove più frequentemente si è permesso ad alcuni acquedotti di erogare acqua con valori fino a 5 volte superiori alla legge, in particolare per arsenico, boro e fluoro.

Arsenico, boro e fluoro: le eccezioni consentite fino al 31 dicembre 2012:

Limite di legge Deroga
Arsenico 10 ug/l 50 ug/l
Boro 1 mg/l 3 mg/l
Fluoro 1,5 mg/l 3 mg/l

Ma perché queste tre sostanze devono essere sempre tenute sotto la lente di ingrandimento?

L’arsenico è un elemento non essenziale all’organismo umano e, a elevate esposizioni attraverso la dieta e l’aria, può causare tumori della pelle e degli organi interni.

Il fluoro, se assunto in quantità eccessiva attraverso l’acqua, l’alimentazione ed eventuali integratori, causa fluorosi dentale e ossea nei bambini.

Il boro è tossico per le vie riproduttive, ma non si è rilevata azione cancerogena.